Nel corso degli anni Cerchi d’Acqua ha realizzato e poi reso itineranti diverse mostre che si prefiggono di sfatare alcuni stereotipi e creare momenti di riflessione e confronto.
Per maggiori informazioni scrivere a comunicazione@cerchidacqua.org
COM’ERI VESTITA? – RISPONDONO LE SOPRAVVISSUTE ALLA VIOLENZA SESSUALE
“Com’eri vestita?” è un’installazione creata nel 2018 e da allora itinerante in cui i vestiti esposti rappresentano simbolicamente quelli indossati durante la violenza subita e sono accompagnati da brevi suggestioni che le donne hanno voluto condividere, raccontando alcuni elementi della loro esperienza.
La mostra nasce dal bisogno di scuotere l’attenzione del pubblico e sfatare gli stereotipi sulla violenza sessuale. Troppo spesso infatti, la domanda “Cosa indossavi? Com’eri vestita?” sottende una sfumatura accusatoria, come a dire “te la sei un po’ cercata…”, puntando i riflettori su chi subisce violenza e non su chi la agisce.
LESSICI FAMILIARI – STEREOTIPI A OGNI LATITUDINE
“Lessici familiari” è sia una mostra sia una pubblicazione cartacea divulgativa presentata per la prima volta a inizio marzo 2020 e che dopo la pandemia è diventata itinerante.
È una raccolta di proverbi, detti popolari e modi dire sulle donne che “hanno saputo resistere” al trascorrere del tempo fissandosi nel linguaggio quotidiano e andando a formare la cosiddetta tradizione popolare. Messaggi che, a forza di essere ripetuti, sono entrati a far parte del quotidiano, finendo per influire sul modo di pensare e parlare delle persone.
Hanno radici spesso antiche e sono presenti praticamente ovunque nel mondo. A riconferma di quanto il problema delle discriminazioni e della violenza di genere abbia radici culturali profonde – ovunque.
Accanto a una ventina di pannelli di proverbi suddivisi per temi (la casa, la natura, la bellezza, il matrimonio, i figli ecc.), altrettanti di immagini grazie all’opera di tanti artisti che li hanno raffigurati.
LEO E LEA – UNA STORIA COME TANTE
12 tavole realizzate dall’illustrAutrice vignettista Anarkikka nel 2021 che formano una piccola ma bellissima mostra. Un animatic di 8 minuti messo a punto con la collaborazione della Scuola del Fumetto di Milano che può accompagnarle.
Una mostra pensata per comunicare ai giovani che la violenza di genere non è qualcosa di lontano che riguarda solo gli adulti, ma che è necessario imparare a riconoscerla all’interno della propria quotidianità. Bisogna imparare a riconoscere i segnali. Anche i primi.
SHE – IL MITO DELLA BELLEZZA – LIBERE DI ESSERE OLTRE GLI STEREOTIPI
Una mostra fotografica con più di 20 foto realizzate da Isabella Cataletto.
Cosa c’entrano la bellezza e SHE con la realtà di un centro antiviolenza? Cambiamento culturale significa anche non essere schiave della bellezza, emanciparsi dalla paura di non apparire conformi ai canoni estetici imposti dalla società, dal bisogno di piacere all’uomo. Viviamo in una società in cui l’immagine è vista come l’elemento che dice chi siamo, definisce la nostra identità.
Un’occasione per riflettere e rifiutare un ideale di bellezza rigido e definito da uno sguardo maschile, per pensare che esistono molteplici forme di bellezza, diventare consapevoli di sé, non rinunciare alla propria autenticità e non farsi oggetto del desiderio altrui.